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Fattore mindful: chiave per la tua eccellenza nella corsa e a lavoro

Partiamo dall’esercizio fisico: non dobbiamo trascurare le potenzialità che l’esercizio fisico ha di trasformarci e di farci entrare profondamente nel corpo dimenticandoci per qualche momento della testa, dei suoi pensieri e delle sue preoccupazioni. Fare esercizio fisico aumenta l’allenamento del fattore “Mindful” migliorando la nostra capacità di gestire meglio lo stress. E’ stato dimostrato che un corpo più “presente” invia messaggi di maggior sicurezza e autocontrollo alla nostra mente aiutandoci a trovare quella lucidità che ci serve quando dobbiamo fronteggiare una situazione complicata o stressante. Per questo mantenere un corpo attivo è parte fondamentale del benessere psicologico. Un esercizio fisico che ti aiuta a staccare è un’esperienza rigenerativa che facilita il recupero psico-fisico. Quando sei “sotto stress” la mente è come una scimmia impazzita che non riesci a tenere ferma: i pensieri si susseguono vorticosamente e molta della tua energia vitale è assorbita dalle preoccupazioni. Puoi alleggerirti dal fardello dei pensieri e delle preoccupazioni attraverso il movimento, imparando ad ascoltare il corpo che si muove invece della testa che si preoccupa. 20 minuti al giorno di questo allenamento di mindfulness possono già essere una “best practice” per migliorare la tua condizione di stress.

Inoltre il movimento ti può aiutare ad affrontare meglio il cambiamento. Basta fermarsi un attimo per accorgersi che l’esercizio fisico è un promotore di novità nello stile di vita. Quando muovi il primo passo acquisisci subito la sicurezza che il cambiamento dipende anche da te e non solo dagli altri. Riacquistare questa sicurezza “atavica” ha ricadute immediate sulle relazioni con gli altri. Il nostro atteggiamento cambia. Un programma di formazione che parte dal corpo può innescare dinamiche di cambiamento nel clima lavorativo e nelle relazioni tra colleghi. Persone più autonome si prendono più facilmente maggiori responsabilità nelle proprie scelte. Per meglio capire come si innescano questi meccanismi dobbiamo partire dall’esperienza che facciamo a livello corporeo quando iniziamo un qualsiasi allenamento o programma di attività fisica. All’inizio, quando dobbiamo imparare nuove abilità il nostro corpo si ribella e si oppone al cambiamento: usciamo dalla nostra “comfort-zone” e questo non ci piace. In questa fase la nostra motivazione è fragile e abbiamo bisogno di trovare stimoli giusti per non mollare. In molte situazioni lavorative ci viene chiesto di affrontare il cambiamento e non sempre siamo disposti al meglio. Possiamo superare questa fase iniziale se impariamo a “stare lì” con la nostra mente senza immediatamente scappare da una situazione che non riconosciamo (fuori dalla nostra comfort-zone, appunto). Stare lì, ovvero la consapevolezza è quello che la mindfulness ci insegna a fare. Il “non fare” è la nostra capacità di rimanere per un attimo in una situazione “scomoda” imparando a non farci troppo condizionare dalla paura. Se impariamo a governare la nostra mente, le sue fughe e il suo divagare di fronte alla situazione scomoda stiamo allenando la consapevolezza, la più potente arma che abbiamo a disposizione per trovare il benessere psicologico.

Nelle relazioni tra colleghi e nei team di lavoro la consapevolezza è quell’elemento che ti permette di ascoltare l’altro con maggiore attenzione ed empatia. Imparando a conoscere la tua mente imparerai a dare il giusto peso alle preoccupazioni e una mente meno concentrata “sui propri problemi” è una mente più sociale, supportiva e più capace di guidare attraverso una leadership più sicura. Se impari ad ascoltare partendo dalle sensazioni del tuo corpo, la tua attenzione si estenderà agli altri e la tua connessione nelle relazioni con gli altri aumenterà innalzando i livelli del tuo benessere psico-fisico relazionale. Allenare la consapevolezza grazie alla combinazione di allenamento fisico e preparazione mentale diventa così un modo per investire sul benessere delle proprie risorse e per creare team di lavoro più affiatati e creativi. Imparare a ricatturare la mente dal suo vagare, ritrovare una migliore stabilità emotiva e mostrare maggiore attenzione ed empatia verso gli altri sono tre comportamenti che influenzano i processi sociali  alla base delle performance di squadra. Sviluppando quindi il fattore “mindful”  potrai scoprirti più capace socialmente, più capace di fare squadra attivando migliori comportamenti di altruismo e di cittadinanza organizzativa.

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