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I 10 consigli per organizzare e affrontare una escursione in montagna

Ecco qualche semplice consiglio ideale per chi si approccia alle prime escursioni. Alcuni potrebbero sembrare scontati, ma proprio perché scontati, a volte non ci si pensa. Dunque, pronti a leggere, a preparare lo zaino e … Buone camminate!

La scelta del percorso: mai farsi trovare impreparati sul tipo di percorso. L’uscita in montagna va pianificata tenendo presente difficoltà e lunghezza dell’itinerario.  Il primo, la difficoltà, deve essere valutata in funzione di quelle che sono le nostre capacità tecniche e la nostra esperienza; il secondo, la lunghezza, è chiaramente in funzione delle nostre condizioni fisiche e dell’allenamento.

Controllare le previsioni del tempo: trovarsi in alta montagna con il maltempo (pioggia, che anche in estate può trasformarsi in neve, grandine o peggio ancora nebbia) può essere molto pericoloso. E’ bene controllare le previsioni fino al giorno che precede l’escursione e anche la mattina stessa, per non rischiare di trovarsi nei guai. Ricordate che in montagna le condizioni cambiano molto velocemente! E’ possibile partire con un bel sole ma arrivare a metà tracciato e trovarsi ad affrontare un temporale.

La scelta dei compagni: appunto! Dei compagni! Perché è bene non avventurarsi mai soli. Guide Alpine e Accompagnatori di media montagna sono persone preposte alla sicurezza e sono molto consigliate per chi non ha esperienza. Per una semplice escursione, tuttavia, è possibile farne a meno. Il fatto di non essere soli non solo ci permette di condividere e bellezze dei monti ma è anche una garanzia in caso di imprevisto.

Le scarpe: la calzatura è fondamentale. Esistono, nei negozi per articoli sportivi, scarpe basse e morbide o scarponcini dall’aspetto decisamente più strutturato ideali per affrontare una escursione. La suola deve garantire in genere un buon grip (garantire l’aderenza e ridurre la possibilità di scivolamento). Vibram e gomma Michelin sono fortemente consigliate.

L’abbigliamento: parola d’ordine è vestirsi “a cipolla”. Più strati di materiale tecnico. Anallergico e traspirante deve essere quello a contatto con la pelle, impermeabile invece sarà lo strato più esterno. Nei negozi, in quanto a tessuti tecnici, si trova l’imbarazzo della scelta!

Riserve alimentari e idriche: anche se ci fossero rifugi sul percorso è sempre bene avere con sé una piccola scorta alimentare (barrette, frutta secca, snack) e soprattutto acqua. La sete e la disidratazione, soprattutto nelle giornate più calde, hanno un effetto peggiore della fame. Verificate, se riempite le borracce con acqua che trovate sul percorso, che sia potabile (nel caso di fontana) o comunque pulita (attenzione… i fiumi che scorrono a valle di pascoli potrebbero essere infetti da batteri portati dagli animali che vi si abbeverano). Esistono anche appositi Kit per purificare l’acqua.

Protezioni ulteriori: è inoltre importante avere sempre gli occhiali da sole, la crema protettiva solare, lo stick per le labbra, alcuni indumenti di scorta (maglietta di ricambio), una mappa del territorio e una lampada frontale (non si sa mai cosa possa accadere nel corso dell’escursione e ritrovarsi di notte, su sentieri sconosciuti, e senza luce può costituire un pericolo. Anche un piccolo kit di primo soccorso con cerotti, benda, salviettine disinfettanti e telino termico potrebbe essere utile in caso di infortunio.

Attrezzatura: oltre allo zaino, commisurato nella dimensione a quando dobbiamo trasportare, potrebbero essere apprezzati anche i bastoncini da trekking, che scaricano il peso dalle articolazioni delle ginocchia, sia in salita che in discesa.

Il telefono cellulare: sugli smartphone si può scaricare l’applicazione “GeoResQ”: è’ un servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso che tiene traccia del percorso comunicandolo a chi volesse seguirci da casa e per inoltrare tempestivamente la richiesta di soccorso alla centrale operativa attiva 24 ore su 24.

Tenere l’attenzione sempre alta: L’escursione inizia nel momento in cui abbandoniamo la strada e imbocchiamo il sentiero, anche se facile. Spesso gli incidenti accadono a causa della disattenzione, durante il tracciato di rientro.

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