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Manali Leh in bicicletta: pedalare ad alta quota

475 chilometri di lunghezza, cinque passi fra i 3970 e i 5300 metri, una quota media di percorrenza di circa 4000 metri. I numeri della Manali Leh, una delle strade di alta montagna più spettacolari al mondo, riassumono abbastanza bene di cosa stiamo parlando.

La Manali Leh è l’unica strada che collega il resto dell’India con il Ladakh, una regione dello stato federale indiano del Jammu e Kashmir al confine con Pakistan e Cina. Percorrerla in bici in solitaria è un’esperienza unica che ti rimane dentro in un modo profondo.

Non te l’aspetti, non la capisci veramente finché non sei lassù, nel nulla, circondato da vette e montagne di oltre 6000 metri, valli e altopiani a perdita d’occhio, dove il telefonino non prende, dove i WIFI non esistono.

Tutto parte da Nuova Delhi dove uno dei tanti bus delle varie compagnie private indiane in circa 15 ore di viaggio notturno ti scarica in un posteggio fangoso appena fuori la cittadina di Manali, nello stato indiano del nord dell’Himachal Pradesh. Qui, ai piedi dell’Himalaya, in estate i monsoni arrivano, si fermano e scaricano una buona dose di acqua che rende la vegetazione rigogliosa e l’aria zuppa di umidità.

La prima salita ti fa capire subito dove stai andando: quasi 2000 metri di dislivello in circa 50 chilometri per giungere al Rothlang Pass, 3970 metri accompagnati da un clima spesso uggioso, nebbioso e una temperatura non proprio estiva. Dall’altra parte del passo le cose cambiano radicalmente. I monsoni infatti si fermano qui, non riuscendo a scavalcare le prime montagne vere della catena himalayana e il sole fa capolino dopo neanche un chilometro di strada.

Il paesaggio diventa immediatamente arrido, secco, completamente diverso dalle foreste del versante meridionale appena salito.

15 chilometri di discesa sterrata non proprio agevole, portano al villaggio di Gramphu crocevia fra la Spiti Valley verso est e il proseguo della Manali Leh a ovest. Da qui per una 80/90 di kilometri si rimane con continui “magia e bevi” di buona strada asfaltata fra i 3000 e i 3300 metri e si superano alcuni villaggi dove si trova ancora un po’ di civiltà. Da segnalare una sola rapida discesa a Tandi 2600 metri e successiva rapida risalita a Keylong a 3300 m che con il caldo estivo si fanno sentire. Al villaggio di Darcha, 3400 metri, attraversato il fiume, le cose cambiano: la strada inizia a salire decisamente e in meno di 45 chilometri si raggiunge il Baralacha Pass a 4.892 metri. Qui il paesaggio cambia ancora: le montagne intorno si fanno imponenti e l’aria povera di ossigeno. Siamo appena sopra la quota della cima del Monte Bianco 4810 metri. Rapida discesa, sterrata in buona parte, fino all’avamposto militare di Sarchu a 4.250 metri , dove qualche chilometro prima del paese si trovano un paio di campi tendati ad uso di turisti di passaggio e dei tanti motociclisti che percorrono la Manali Leh e si fermano qui a dormire per dividere il viaggio in due giornate.

Da Sarchu, percorsi una ventina di chilometri di strada che segue fedelmente il canyon sottostante, il percorso parte ripido e fitto di tornanti per raggiungere in circa 22 chilometri il passo Nakeela La, 4970 metri. Brevissima discesa sterrata al campo tendato di Wiskey Nallah dove ci si può rifocillare e anche dormire per risalire di 300 metri in 4 chilometri al Lachung La 5060 metri da cui una discesa sterrata di 30 chilometri porta al villaggio di Pang a 4600 metri.

Da Pang 200 metri di salita abbastanza ripida portano all’ altopiano di Moore Plains dove per quasi 50 chilometri di leggerissima discesa si pedala in un ambiente magico e desertico circondati da montagne dalle sembianze lunari. Prima di Giungere a Debring interessante la deviazione al villaggio di Tso kar, sull’omonimo lago, che fra andata e ritorno allunga il percorso totale di circa 45 chilometri. Davanti a saline naturali e immersi in un ambiente estremamente rilassante e fuori dal traffico della strada principale si può dormire e mangiare in numerosi campi tendati e in alcune guest house a quasi 4.700 metri.

Ritorno sulla strada principale a Debring e inizio della salita all’ ultimo dei passi in programma; il più alto ma, a patto di avere ancora le gambe e di essere riusciti a dormire bene in alta quota nei giorni precedenti, forse il meno impegnativo di tutti: Tanglang La 5360 metri, secondo passo carrozzabile più alto al mondo. La strada sale regolare e con un buon asfalto per tutto il tragitto anche se seguendo fedelmente le numerose anse della montagna i chilometri alla fine sono di più di quel che sembrano alla vista.

Dalla cima la discesa è lunga e tutta asfaltata fino a Upshi: in 55 chilometri si perdono esattamente 2000 metri di quota su ottima strada asfaltata e con gli ultimi 15 all’interno di un canyon naturale di montagne colorate e formazioni rocciose mozzafiato.

A parte i soliti mangia e bevi gli ultimi 50 chilometri che dividono Upshi da Leh non sono nulla di che. Si attraversano numerosi villaggi e campi militari dove il traffico di mezzi pesanti è fastidioso. Da non perdere il fantastico monastero di Thikse, uno dei più grandi del Ladakh.

Quando si pensa di essere arrivati a Leh e di aver terminato la fatica una brutta sorpresa: per il centro mancano in effetti ancora 300 metri di dislivello in circa 7 chilometri di salita spesso caratterizzati da una temperatura insopportabile e dal traffico tipico delle città indiane. Dopodiché ci si può rilassare in uno dei tanti alberghi, residence o guest house che la cittadina offre.

Il mio diario di viaggio:

Giorno 1: Manali – Koksar 70 km dislivello positivo 2019 m

Giorno 2: Koksar – Darcha 79 km dislivello positivo 1393 m

Giorno 3: Darcha – Sarchu 70 km dislivello positivo 1711 m

Giorno 4 Sarchu – Pang 86 km dislivello positivo 1281 m

Giorno 5 Pang – Tso Kar 55 km dislivello positivo 408 m

Giorno 5 Rest day Tso Kar

Giorno 6 Tso Kar – Upshi 103 km dislivello positivo 879 m

Giorno 7 Upshi – Leh 53 km dislivello positivo 549 m

Distanza Totale 516 km comprensiva della deviazione a Tso Kar Dislivello positivo totale 8.240 m

Attrezzatura:

Avevo portato attrezzatura per poter essere autonomo in tutto e per tutto per eventuali cambi di itinerario che in effetti non ho mai fatto. Tutti chili di bagalio in più che potevo lasciare a casa)

Bici Bianchi Kuma 29’attrezzata con 2 portapacchi, 2 sacche anteriori, 3 sacche posteriori

  • 3 borracce
  • 1 tenda (mai usata)
  • 1 sacco a pelo (temperatura comfort -4°)
  • 1 materassino autogonfiante (mai usato)
  • 1 fornello con 2 bombole di gas
  • 1 pompa per depurare l’acqua (mai usata)
  • 1 pannello solare
  • 1 macchina fotografica
  • 1 ciclocomputer
  • 1 action camera
  • 3 completi abbigliamento bici estivi
  • 2 completi manigotti e gambali leggeri e pesanti
  • 1 paio di guanti bici pesanti
  • 1 paio di scarpe MTB in Gore Tex
  • 1 antivento lungo + 1 antivento gillet
  • 1 giacca antiacqua in Gore Tex
  • 1 paio di pantavento antiacqua in Polartec
  • 1 giacca piumino media
  • 2 paia di occhiali
  • 2 pantaloncini corti
  • 2 pantaloni lunghi
  • 1 paio scarpe trailrunning
  • 1 paio di infradito
  • 1 e-book
  • Vari capi di intimo e t-shirt di ricambio

Periodo: La Manali Leh è aperta da fina maggio/inizio giugno a fine settembre/inizio ottobre dipende dalle precipitazioni nevose che causano la chiusura dei passi in alta quota. I mesi più indicati sono luglio e agosto.

 

 

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