post-thumbnail

Provato per voi: trail running, natura e avventura

Allacciate le scarpe: vi porterò con me alla scoperta di un percorso che potrebbe cambiare il vostro approccio al running.

Chi è abituato a correre sempre su strada, o in palestra su tapis roulant, a lungo andare può sentire la mancanza di un contatto più profondo con la natura. E può subentrare la noia di un allenamento talvolta vissuto come ripetitivo.

Eppure la soluzione c’è, ed è alla portata di tutti: si chiama trail running e ci permette di ampliare i nostri orizzonti. Macinare chilometri off-road può rivelarsi una grande sorpresa e magari farci dimenticare a casa il cronometro: perché la grande bellezza sta nel viaggio, interiore e fisico.

Ma se pensate che questa disciplina – ormai sempre più diffusa – si possa praticare solo fuori città, lontani dalla frenesia urbana, preparatevi a cambiare opinione: la prima cosa da fare è semplicemente… abbandonare l’asfalto e fare una deviazione rispetto alla via più battuta.

Me l’ha dimostrato sul campo un allenatore d’eccezione: il campione di ultra maratona e ultra trail Michele Evangelisti (foto di Mirko Sotgiu), un vero recordman che – impresa dopo impresa – sta coinvolgendo e appassionando sempre più atleti e persone comuni a esplorare il mondo… di corsa.

 

È proprio il mio coach ad avermi spiegato che, per quanto trail significhi letteralmente sentiero, questo approccio alla corsa porta in sé un significato più profondo.

Possiamo trovare il nostro sentiero in montagna, tra rocce e salite; in campagna o nel bosco, tra alberi e pozzanghere; in spiaggia sul bagnasciuga, con l’acqua del mare che ci accarezza i piedi… ma anche in città, come abbiamo fatto noi allenandoci insieme: basta andare al parco e scegliere il prato anziché il viale alberato. O affrontare una lunga scalinata con il passo di chi vuole scalare una cima. Ovunque ci troviamo, sarà il percorso a suggerirci la soluzione giusta per trasformare ogni uscita in un’avventura.

Nel trail mediamente si corre per più tempo, magari più lentamente, e ci si gode il panorama. Si incontrano tanti ostacoli, naturali e non. A volte ci si sente frustrati dal non riuscire per forza a mantenere la media a cui si era abituati in precedenza. Ma si è ripagati da un grandissimo senso di libertà. Si dice che la corsa sia una forma di meditazione: e lo è a maggior ragione, se riusciamo a praticarla davvero ovunque con lo spirito del pioniere.

Non vi resta che provare, come ho fatto io, con i consigli di Michele!

L’attrezzatura minima: saper scegliere

Sono da preferire le scarpe da trail: più protettive rispetto a quelle da running su strada, hanno anche una maggior tenuta e aderenza sul bagnato. Ricordate che saranno comunque le vostre gambe a fare la differenza.

L’abbigliamento sarà comodo e tecnico, con una maglia traspirante sulla schiena per abituarvi fin da subito a indossare lo zaino da trail: leggerissimo e molto aderente, serve per trasportare acqua, snack energetici, giacca antipioggia e – per le uscite in ambiente non urbano – un piccolo kit d’emergenza che comprenda metallina isotermica, fischietto e torcia. Non preoccupatevi: se vi organizzate bene, lo zaino riempito non peserà più di un paio di chili!

Indossate sempre gli occhiali, da sole o fotocromatici: vi proteggeranno dai rami degli alberi, dalla polvere e da tanti altri ostacoli. Utilissima una fascia multiuso per coprire collo e testa in caso di freddo.

Dal running al trail running: tabella di allenamento settimanale

Anche se correte già, l’ideale è farvi seguire da un coach esperto, perlomeno all’inizio. Altrimenti, potete comunque sperimentare da soli con qualche piccolo accorgimento.

La tabella che segue è indicata a chi è già abituato a correre per almeno 45 minuti di seguito, non necessariamente con prestazioni atletiche. Se non siete ancora abbastanza allenati, procedete per gradi: per esempio, potete dimezzare il tempo totale della sessione di lavoro e aumentare i tempi di recupero in base alle vostre necessità.

Prevedete tre uscite settimanali e possibilmente integrate il lavoro con un quarto workout diverso dalla corsa.

Iniziate ogni sessione con un riscaldamento che comprenda qualche minuto di camminata e terminate con alcuni minuti di stretching leggero. Se non avete abbastanza tempo, potete dedicarvi allo stretching la sera.

Prima uscita: da 45 a 60 minuti di corsa ad andatura libera, senza forzare, e 4 allunghi da 60 metri alla fine.

Seconda uscita: da 45 a 60 minuti di corsa ad andatura libera, senza forzare, inserendo a metà sessione dei brevi tratti in salita. Per 4 volte, fate 30 gradini di corsa, o semplicemente correte qualche metro in salita se siete in ambiente naturale; recuperate camminando in discesa.

Terza uscita: 1 ora e mezzo – 2 ore di lavoro totale, alternando per tutto il tempo corsa e camminata. Iniziate con 5 minuti di corsa e 2 di recupero, aumentando i primi e diminuendo i secondi man mano che sarete più allenati. Cercate in ogni caso di percorrere più chilometri possibile.

Nella foto di copertina, Michele Evangelisti ritratto da Mirko Sotgiu

Condividi su Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn
Copyright 2017 | Privacy | Cookie

Europ Assistance Italia - Compagnia di assicurazione, Piazza Trento 8 - 20135 Milano - P.IVA 00‍776030157