post-thumbnail

Scialpinismo, sulle tracce del Millet Tour du Rutor Extreme

L’alta montagna, il candore accecante della neve, il suono ovattato di quando cade fitta e stende sul terreno quel suo manto soffice, capace di rendere tutto incredibilmente piatto. Il soffio del vento che sfregia la pelle o il calore di un sole che, a 3000 metri di quota, brucia come nel deserto e forse anche di più. E ancora quel senso di libertà, di solitudine, di lontananza dalla quotidianità. Sci, pelli di foca, attrezzatura, testa e cuore. Tanto cuore. Questo è, per me, lo scialpinismo. Il bisogno di alzarsi la mattina e di andare.

Disciplina che sta prendendo sempre più piede, ormai il popolo degli skimo non è fatto più solamente da atleti professionisti ma anche da chi, di sci e pelli, ha fatto la passione dei fine settimana invernali.

Il mondo delle competizioni – Nel mese di marzo, insieme alla Guida Alpina Marco Camandona e un gruppo di giornalisti della stampa internazionale, sono stata sul tracciato della terza tappa del Millet Tour du Rutor Extreme, la cui 19° edizione si svolgerà il 23-24-25 marzo 2018 e vedrà circa 800 atleti sfidarsi sui 7000 metri di dislivello positivo (suddivisi in tre tappe per un totale di 75 km) sui pendii, canali e creste aeree del Rutor (3486 metri) sul versante della Valgrisenche (valle d’Aosta – Alpi Graie). Ogni due anni la cittadina di Arvier si trasforma infatti nel cuore pulsante dello scialpinismo internazionale, grazie all’impegno di Marco (direttore di gara) e di una cosa tipo 300 volontari adeguatamente formati, guide alpine, tracciatori, personale di soccorso e massaggiatori.

L’ascesa allo Chateau Blanc – Nonostante la giornata un po’ ventosa l’elicottero è riuscito comunque ad alzarsi in volo e a depositarci sul ghiacciaio, dove provvisti di sci, pelli e attrezzatura per il soccorso in valanga (Arva, pala e sonda) abbiamo risalito il pendio fino alla sommità dello Chateau Blanc (3423 metri), dove corre il tracciato di gara. Con un alpinista come Camandona a farci da guida, ci sentiamo al  sicuro. Anche se parare di sicurezza, in montagna, è quanto di più sbagliato si possa fare. La montagna, di per sé, un luogo con rischi oggettivi e dipendenti da molteplici fattori. “Quello che si può, e si deve fare” spiega Camandona “è l’attività di prevenzione, che permette di ridurre al minimo il rischio”.

Parola d’ordine: prevenzione – Ci viene spiegato come, l’organizzazione della manifestazione, provveda a questa attività di prevenzione. “Tutti i volontari sono formati da personale tecnico e conoscono perfettamente il territorio su cui operano. La formazione viene ripartita nel corso dell’anno che precede la gara e comprende prove pratiche anche di primo soccorso. Le parti tecniche del tracciato sono invece gestite e attrezzate dalle Guide Alpine e, a seconda delle condizioni di innevamento, anche i tracciato viene (se neccessario) bonificato prima della gara”.

Scialpinsmo amatoriale: i consigli dell’esperto – Ma quindi, a noi comuni mortali, che non siamo atleti e che ci accontentiamo anche di 1000 metri di dislivello, cosa consiglia Marco Camandona?

  • Possedere l’attrezzatura (Arva, pala, sonda) e saperla utilizzare correttamente è obbligatorio, ma questo non costituisce di per sé un atto di prevenzione: se ci troviamo a dover “disseppellire” un compagno rimasto coinvolto in una valanga significa che, a monte, abbiamo sbagliato qualcosa! Esistono corsi gestiti da Guide Alpine e associazioni per imparare a utilizzare l’attrezzatura e programmare una gita di scialpinismo.
  • Prevenire significa fare tutto il possibile per non trovarsi in situazione di pericolo. Ad esempio guardando il bollettino meteo e nivologico della zona nella quale si vuole organizzare la gita.
  • Non basta prendere il considerazione il valore di rischio (segnato generalmente con un numero che va da 1 a 5) nel momento della gita ma anche le condizioni di innevamento e le temperature dei giorni precedenti. Se non si è del luogo conviene chiamare una Guida Alpina locale e chiedere informazioni circa la sicurezza della salita che si intende effettuare (le condizioni possono variare anche a seconda del versante della montagna e della sua esposizione).
  • Importantissima è la valutazione della difficoltà della gita in relazione alle proprie reali capacità. Per questo è importante guardare sempre le relazioni (esistono guide di scialpiniamo sia formato cartaceo che on line) delle diverse salite e valutarne i singoli passaggi.

E se anche così non ci dovessimo sentire abbastanza tranquilli? “Beh, allora meglio farsi condurre da una Guida Alpina, cioè di un esperto che ha fatto della montagna la sua professione!”

Condividi su Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn
Copyright 2019 | Privacy | Cookie

Europ Assistance Italia - Compagnia di assicurazione, Piazza Trento 8 - 20135 Milano - P.IVA 00776030157

Europ Assistance Vai- Società di servizi, Via Crema 34- 20135 Milano - P.IVA 11989340150