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CLIMBING CHE PASSIONE!

Sentirsi le braccia “ghisate o acciaiate” (stanche), essere dei “gonfi” o essere “pieni” (scalare su gradi bassi e fare comunque fatica), farsi una vacanza in “furgo” (camper, furgone, solitamente il mitico Westfalia: il sogno di ogni climber che si rispetti).

E ancora andare a “fare due tiri” (tiri di corda, in falesia solitamente), prendere la “zanca” (un appiglio molto grosso), “clippare” (mettere la corda nel rinvio)…

Termini che fanno sorridere. Non si tratta sicuramente di gergo tecnico, ma bensì di locuzioni, modi di dire e sinonimi propri di chi pratica arrampicata sportiva e che, ai non-climber, sembrano arabo!

L’arrampicata sportiva è un piccolo mondo che accoglie un numero sempre maggiore di curiosi e appassionati. Chi di voi non ha mai indossato attrezzatura da arrampicata, come una imbragatura? Che sia stato in palestra su una struttura artificiale oppure su roccia, sono tantissimi i neofiti che ogni anno si avvicinano a questa disciplina. Uno sport adatto a chiunque. Unico limite… non soffrire di vertigini! In pianura, in montagna e persino al mare, sono moltissime le location in cui praticare arrampicata sportiva.

L’isola greca di Kalymnos è, ad esempio, un grande classico per chi desidera una vacanza climbing senza togliersi il piacere del mare. Un parco giochi che conta oltre 60 falesie (spot di arrampicata) e oltre 2.500 vie, controllate dalla popolazione climbers internazionale, sempre pronta a segnalare novita? o problemi sull’attivo forum http://climbkalymnos.com/.

Essendo uno sport potenzialmente pericoloso e con rischi oggettivi, è però bene sapere che per arrampicare bisogna avere conoscenze tecniche di base oltre che un discreto allenamento fisico. Le conoscenze tecniche riguardano i metodi di assicurazione del compagno e di progressione in parete. Oltre a questi aspetti è bene saper valutare anche l’ambiente e la presenza di eventuali rischi.

Esistono dei corsi presso il Club Alpino Italiano (Cai) che permettono, in poche settimane di lezione sia teorica che in ambiente, di acquisire le conoscenze di base per approcciarsi a questo sport. Le figure professionali che in Italia possono inoltre formare e accompagnare neofiti e non ad arrampicare sono le Guide Alpine.  (http://www.cai.it/, http://www.guidealpine.it/).

Chi arrampica in falesia deve considerare che si trova in ambiente e non in una struttura artificiale certificata (come ad esempio le palestre indoor): è pertanto esposto a rischi oggettivi che deve riconoscere. Deve inoltre rispettare l’ambiente naturale in cui si trova. In merito il Collegio Nazionale Guide Alpine ha redatto un decalogo che riassumiamo di seguito e … BUONE ARRAMPICATE!

1 -L’arrampicata sportiva è una attività che combina aspetti fisici, mentali, emotivi e intuitivi. Inoltre permette di valorizzare il rapporto con l’ambiente naturale. Godetevela!

2 – Abbiate un comportamento il meno invasivo possibile: non inquinate con oggetti, carta igienica o altro, rispettate l’ambiente.

3 – Limitate l’inquinamento acustico ed evitate gli atteggiamenti volgari e poco sportivi.

4 – Evitate di occupare gli itinerari di salita per lungo tempo.

5 – Se sostate alla base della falesia siate coscienti che dall’alto possono sempre cadere pietre o oggetti che costituiscono un grave pericolo (attenzione particolare alle giornate di vento o dopo piogge intense). Utilizzate il caschetto!

6 – Abbiate sempre un atteggiamento di massima attenzione e mettete sempre in atto una supervisione incrociata tra compagni di arrampicata.

7 – Imparate i principi della catena della sicurezza e le tecniche di assicurazione e applicatele in maniera corretta.

8 – Leggete le caratteristiche tecniche del materiale che avete in dotazione, imparate la modalità di utilizzo del materiale.

9 – Verificate che gli ancoraggi in loco siano in buono stato e in particolare controllate lo stato di usura della sosta che molto spesso costituisce l’unico punto di collegamento dell’arrampicatore.

10 – Chi assicura è parte integrante e attiva dell’azione dell’arrampicatore sia dal punto di vista del comportamento che da quello psicologico.

 

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