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New York, New York!

È senza alcun dubbio uno degli eventi sportivi (che va oltre il mondo del running) più attesi dell’anno. Giunta alla quarantasettesima edizione, la TCS New York City Marathon, da tutti conosciuta come Maratona di New York, si disputerà domenica prossima 5 Novembre nei cinque distretti della Grande Mela: si parte da Staten Island (all’inizio del ponte di Verrazzano) e si arriva, dopo i canonici 42.195 km (26.22 miglia), a Central Park (nel cuore di Manhattan).

Oltre centomila richieste di iscrizione, più di cinquantamila partecipanti (tra professionisti e amatori) provenienti da 155 paesi, due milioni di spettatori e 315 milioni di appassionati che seguiranno la corsa in diretta sulla NBC. Sono solo alcuni dei numeri della maratona più affollata e spettacolare al mondo, organizzata dal NYRR (New York Road Runners) e inserita nelle World Marathon Majors.

Partecipare ad un evento simile regala emozioni uniche. In primis per l’incitamento del pubblico e l’atmosfera che si respira, lungo tutto il percorso, che attenuano la fatica dei tratti più difficili: su tutti l’attraversamento dell’East River sul temuto ponte di Queensboro che porta a Manhattan. L’ultimo miglio della maratona è una vera e propria festa di sport con migliaia di spettatori che si radunano nei pressi del Central Park South per acclamare gli atleti.

Anche in questa edizione l’Italia si conferma sul secondo gradino del podio (dopo gli Stati Uniti e prima della Francia) per numero complessivo di iscritti. Sono poco più di tremila, infatti, i runners nostri connazionali iscritti all’evento a testimonianza dell’ottima tradizione podistica italiana (esaltata nel 1996 da Giovanni Leone, l’ultimo italiano ad aver conquistato New York prima del dominio dei keniani).

Tra questi molti non avranno ambizioni cronometriche, tanti invece avranno l’obiettivo di migliorare il proprio primato. Ci proverà anche Leonardo Cenci, il runner perugino che lo scorso anno ha corso la Maratona di New York con un tumore in atto (primo italiano al mondo a compiere un gesto simile). Una bella storia di sport e di vita culminata, nelle settimane scorse, con la consegna a Cenci della medaglia al valore sportivo del Comitato Olimpico.

La scorsa edizione.

Trionfo al debutto per Ghirmay Gebreselassie (Eritrea) primo a tagliare il traguardo, tra gli uomini, in 2:07:51 (quinto tempo assoluto). Secondo il keniano Lucas Rotich in 2:08:53, terzo lo statunitense Abdi Abdirahman in 2:11:23.

Tra le donne terzo successo consecutivo per la keniana Mary Keitany che ha confermato il proprio dominio in 2:24:26. Secondo posto per l’altra keniana Sally Kipyego in 2:28:01, chiude il podio l’atleta di casa Molly Huddle in 2:28:13.

Giovanni Gualdi primo italiano con il suo 2:22:10 seguito dai fratelli Dematteis: Bernard (2:27:46) e Martin (2:37:57). Podio femminile che vede sul gradino più alto Nadia Tade (3:08:12), seguita da Rita Mascitti (3:15:06) e Alessandra Magosso (3:15:38).

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