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Parola d’ordine: orientarsi!

Rapidità, resistenza, capacità di interpretazione dei luoghi e padronanza psicologica. Tutto questo, in una parola, anzi in una disciplina sportiva: l’Orientamento o Orienteering. Nato nei primi anni del ventesimo secolo nei paesi scandinavi, questo sport consiste essenzialmente nell’effettuare un percorso predefinito, caratterizzato da alcuni punti di controllo, con l’aiuto di una bussola e di una cartina topografica: vince chi impiega meno tempo a percorrere il tracciato. Teatro di questa particolare disciplina sono i boschi, ma spesso vengono organizzate manifestazioni anche in altri ambienti naturali o addirittura nei centri storici delle città. Attrezzatura e abbigliamento? Niente di costoso: basta una tuta, delle scarpe adatte al percorso e una bussola.

I partecipanti, che nella maggior parte dei casi partono ad intervalli regolari, si destreggiano tra le cosiddette “lanterne” (mediamente una decina, nei percorsi più articolati anche venti) posizionate lungo il tracciato in maniera poco visibile e, dopo aver marcato il proprio “testimone” con una punzonatrice (nelle gare professionistiche sostituita da un chip che registra i dati del passaggio) arrivano al traguardo. La classifica finale viene stilata dagli organizzatori immediatamente dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente. Se le punzonature sono verificate, infatti, vince chi ha impiegato il minor tempo.

Le gare di Orienteering durano dalla mezz’ora alle due ore in relazione alla difficoltà/lunghezza del percorso e al livello degli iscritti. È fondamentale dosare le forze e, nei momenti critici, non lasciarsi sopraffare dall’improvvisazione che può compromettere quanto di buono fatto fino a quel momento. La classica formula di gara prevede partenze scaglionate con gli atleti che partono a distanza di 2/3 minuti l’uno dall’altro. Ma vengono organizzate anche staffette (dove si somma il tempo dei componenti di ciascuna squadra), gare a tempo in cui i concorrenti hanno un tempo massimo per trovare più punti di controllo possibili e gare a sequenza libera, dove non c’è un ordine da seguire ma i concorrenti possono liberamente scegliere la sequenza di “lanterne” da punzonare.

In Italia l’Orienteering si è sviluppato solo negli ultimi anni anche se la F.I.S.O. (Federazione Italiana Sport Orientamento) esiste dal 1982. Tra gli eventi da segnalare la MOV OriVenezia che ogni anno si svolge nel capoluogo veneto nella seconda domenica di novembre. Ma l’Orienteering è ormai praticato in tutte le regioni italiane, su tutte la Sicilia che, con i suoi oltre mille tesserati alla Federazione, registra adesioni importanti alle gare del Campionato Scolastico Regionale, evento unico nel suo genere. Circa ottocento giovani studenti che “si danno battaglia” nei più bei centri storici siciliani (Taormina, Cefalù, Ragusa Ibla, Ortigia, ecc.) e all’interno di parchi naturali come quello dell’Etna o dei Nebrodi. Un modo alternativo di scoprire le bellezze della propria terra attraverso lo sport.

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