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Alimentazione e benessere, i principi per un’alimentazione in equilibrio

Pronti per la Europ Assistance Relay Marathon di domenica 7 aprile? Un’alimentazione in equilibrio sta alla base del nostro benessere e non è un obiettivo di chi fa il runner o pratica altre discipline sportive. Ecco i principi che la regolano.

Equiibrio quantitativo e qualitativo
Il primo deve garantire un apporto adeguato di energia (calorie), evitando non solo gli eccessi, ma anche le carenze, che possono essere molto dannosi. L’apporto calorico ideale varia secondo il peso, l’età, lo stato di salute, l’attività fisica svolta durante il giorno.
Il secondo garantisce il giusto mix di tutti i nutrienti tra macronutrienti (carboidrati, grassi, proteine, fibra e acque, assunti in quantità notevoli) e micronutrienti (vitamine e minerali, assunti in piccole quantità).

Gusto, varietà e distribuzione dei pasti
Non c’è motivo per rinunciare al piacere di un’alimentazione gratificante per il nostro gusto, neppure quando si è a dieta. Bisogna tenere sotto controllo le quantità e i componenti di sostanze come il sale e lo zucchero utilizzati in molti cibi industriali per favorire consumi compulsivi. E’ fondamentale per una alimentazione piacevole e completa di tutti i nutrienti necessari, nelle combinazioni che ne favoriscono l’assimilazione. L’apporto calorico ideale dovrebbe essere così ripartito: 25% colazione, 5% spuntino del mattino, 35% pranzo, 5% merenda e 30% cena.

Se la vostra alimentazione non rispetta questi principi, è arrivato il momento di cambiarla. Quali benefici otterrete dal cambiamento?

Benessere, salute, forma fisica e autostima
L’applicazione quotidiana di un’alimentazione corretta può sicuramente migliorare un ampio spettro di stati patologici al fine di rigenerare in maniera sana, equilibrata e naturale la salute del nostro corpo. Inoltre, favorisce la riduzione del rischio di malattie cardiache, osteoporosi, diabete, pressione arteriosa alta, cancro.
Infine, teniamo conto che l’autostima è spesso influenzata dalla forma fisica e dal peso. Quando l’autostima legata alla propria forma fisica è bassa, aumenta notevolmente la probabilità di cadere nella trappola dei disturbi alimentari anche gravi, come anoressia, bulimia, sindrome da alimentazione incontrollata. I disturbi alimentari sono, infatti, legati alla valutazione disfunzionale che la persona fa di se stessa.

Come fare a cambiare alimentazione? Il cambiamento è un percorso complesso, presenta diverse difficoltà e richiede motivazione, tempo, pazienza, disponibilità.

Gradualità
Per cambiare è necessario porsi obiettivi intermedi e raggiungibili, con orizzonti temporali brevi (1-2 settimane). Se l’obiettivo, come spesso avviene, è la riduzione del peso, in 2 settimane si possono avere risultati visibili (1-2 chili) che sostengono la motivazione ad andare avanti.

Equilibrio senza divieti, personalizzazione e competenza
l cambiamento deve essere per sempre. Non può essere fatto di divieti rigidi e rinunce penitenziali. Occorre trovare alimenti che ci piacciono e un ritmo di alimentazione naturale.
Non esiste un modello standard, uguale per tutti. Ognuno deve trovare la propria strada, compatibile con i propri ritmi di vita, gusti, esigenze. Bisogna porre attenzione non solo alle calorie, ma anche ai singoli nutrienti, e alle loro combinazioni.

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